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Michele

Riviste Letterarie all'inizio del Terzo Millennio

La mia proposta di discussione è la seguente: poiché sono trascorsi già otto anni dall'inizio del nuovo millennio e del nuovo secolo, non sarebbe il caso di cercare di capire, coinvolgendo altri curatori di riviste, cosa vogliono "fare" le riviste letterarie (anche "di genere") nate in questi ultimi otto anni. Quali obiettivi culturali si sono prefisse? A che tipo di manifesti culturali (se esistono) sono collegate? Le Riviste Letterarie all'inizio del Terzo Millennio vogliono riproporre (ripubblicando) qualcosa di antico in chiave modernista oppure intendono, captando gli attuali segni socio-politico-economici e culturali, creare addirittura un nuovo linguaggio? Sono mosse solo da esigenze estetiche fine a sé stesse oppure attingono a piene mani al disagio di chi combatte l'omologazione in un mondo apparentemente libero e ricco di possibilità prestabilite e preconfezionate (anche dal punto di vista culturale: vedi palinsesti televisivi con programmi culturali in "terza serata")? Le riviste nate dopo l'anno 2000 hanno ancora quel tipico odore elitario di salotto letterario fatto di pasticcini, the e autobiografismi esasperanti e commuoventi oppure condividono le proprie pulsioni con la "fredda" Rete e non temono la sperimentazione? La multimedialità che accompagna l'esistenza di queste creature cartacee (o virtuali se si tratta di riviste on line) ha cancellato l'isolazionismo dell'ormai estinto "poeta maledetto" oppure sono nate nuove forme di solitudine tecnologica legate alla letteratura che permettono all'autore di diffondere come non mai la propria opera pur conservando un'inesperienza fisica? Quale funzione svolge o dovrebbe svolgere una rivista letteraria nella società del Terzo Millennio? Quali rapporti intercorrono tra il periodico letterario e il problematico mondo dell'editoria? Le nuove riviste letterarie hanno accorciato i tempi di diffusione delle idee in esse contenute oppure hanno sempre bisogno di quei fisiologici tempi di rilettura e di gestazione prima di “lasciare un segno”, prima di “lanciare una moda”? E’ necessario per una rivista letteraria essere legata a un “Gruppo …” che compie una “pressione graduale” sui lettori oppure può scegliere di svolgere solo la funzione apparentemente passiva di “antenna radiotelescopica” puntata verso l’universo delle parole in attesa di Contatti significativi? Quali differenze ci sono e devono continuare ad esistere tra la classica rivista letteraria e il "magazine letterario" multimediale e interculturale?

Cordiali saluti.

Michele

Tags: editoria, gruppo_letterario, linguaggio, moda, periodico, ricerca, rivista_letteraria, sperimentazione, stile, terzo_millennio

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Risposte a questa discussione

e chi legge le Riviste Letterarie? per me è tempo rubato alla lettura di libri. o anche di Gazzette dello Sport, Almanacchi di Frate Indovino. Magari sto leggendo una Rivista Letteraria (ma già mi viene da ridere all'idea) e leggo di questo nuovo tomo pensoso che un concittadino ha dato alle stampe prima di darsi alla macchia, tipo "Le Ortiche del Vicino son sempre Le più Verdi" per la gloriosa casa Editrice 500Euri e mentre faccio questo mi perdo Paul Auster, un rigore di Fabregas, un sms di una ragazza che vuol sapere che sto facendo. Se le dico: "sai, sto leggendo una "Rivista Letteraria", il rapporto tra eros e thanatos alla luce del 900 bergamasco di Zuffolini , x' tu ke fai?" stai pur certo che di sms finisci col riceverne sempre di meno, a parte magari qualcosa dalla professoressa di lettere in pensione che ha dato alle stampe l'imperdibile "La Professoressa di Lettere Va in Pensione" .

Insomma, per questi e altri di motivi ritengo deleterio leggere Riviste Letterarie o addirittura -udite, udite!- acquistarne. Se si è colti da raptus inestinguibili, in edicola, è meglio imboscarle dentro un numero qualsiasi di "Le Ore", per esempio, si dà meno nell'occhio e l'edicolante, annuendo gravemente, sarà l'unico vostro complice di questa perdizione. ;-)

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Ahahahah!!! Rispetto la tua opinione, anche perchè hai espresso la tua idea in modo divertente: la tua risposta potrebbe addiritura essere pubblicata su... una rivista letteraria! :)

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Le riviste letterarie sono state generatrici di cultura per decenni, ma la loro fruizione è sempre stata piuttosto elitaria. Se da un certo punto di vista questo è stato un bene, stimolando autori e artisti, dall'altro io sono sostenitore della "cultura per tutti" e questo non in senso demagogico, ma piuttosto volontà di rendere accessibile alla maggior parte delle persone la "gioia della cultura". E certamente una rivista snob scritta da intellettuali per gli intellettuali non facilita il compito.
Bisogna poi aggiungere che nell'era di internet e della condivisione una rivista dall'alto secondo me non è il mezzo culturale più appropriato per i tempi moderni

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Condivido la tua analisi e credo anch'io nella capacità di generare cultura da parte delle riviste. Di riviste elitarie (o snob), tuttavia, non ne vedo più tante in giro, sai... Ed è un bene. Anch'io credo nella "democraticizzazione" e nella diffusione a 360° della cultura: infatti oggi bisognerebbe parlare di magazine più che di riviste propriamente dette, perchè c'è sempre più un bisogno di collegare la letteratura alle altre arti... E non solo!
Per quanto riguarda il connubio internet - letteratura mi trovi pienamente d'accordo e credo che la Rete stia facendo molto per la scrittura in termini di confronti, di comunicazione, di sperimentazione...ecc.
In riferimento, invece, alla risposta divertente ma non molto intelligente di Bandini, posso solo dire che la lettura delle riviste letterarie non ruba tempo e che nella vita, quando si vuole, si possono fare tutte le cose elencate da Bandini e in più leggere riviste letterarie: addirittura, ma non pretendo che tutti ci arrivino, si possono frequentare ragazze, sfogliare Gazzette, leggere libri e riviste letterarie! Senza stupide limitazioni dettate da pregiudizi che derivano dall'ignoranza...
I limiti e i confini sono solo nel nostro cervellino.
Un caro saluto a tutti!
Mi piace questo posto...

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...la risposta divertente ma non molto intelligente di Bandini
ovviamente, non leggendo ogni giorno Riviste Letterarie non è che possa brillare per intelligenza. mi sa che sarebbe un ossimoro. :-) (a parte le inezie, ci fai dei titoli di quelle che ti garbano? "L'Indice"? il "Foglio Letterario"? "Pagine su Pagine"? -cito dallo scatolone che devo portare nella campana gialla della Carta-;D)

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Altri utenti sensati di Biblogs con cui dialogare? Attendo fiducioso... :)

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gesù, ROTFL.

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Ciao a tutti.
Leggendo la diatriba in atto tra Michele e Bandini mi viene da pensare: ma non è proprio questo che facevano le riviste letterarie di un tempo? Non si stuzzicavano forse a vicenda, i vari autori/editori/critici? (Parlo di tempi in cui tali riviste erano più che una raccolta di recensioni, quali sono ora) Caro Bandini, ti piaccia o no, rispondendo a Michele sei finito tu stesso in una rivista letteraria del terzo millennio. Le riviste letterarie sono nel web, sono il web sono i forum come questo. Un tempo le riviste creavano il gusto, dettavano le mode, ora è internet a farlo. Le versioni cartacee ancora presenti sono diventate il lavoro di pochi nostalgici, che credono ancora di contare più di un blogger solo perché scrivono su carta. Considerato questo, la definizione di rivista letteraria quale era un tempo non ha più significato. Biblogs è più "rivista letteraria" di quanto lo siano certe uscite in edicola.

A presto ragazzi.
Kapla

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questa risposta mi piace molto!

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